lunedì 9 dicembre 2013

libertà di pensare


Costruisco un quadrato
e come una tartaruga continuo a intestardirmi e sbattere contro gli spigoli,
spingo,
spingo,
ma non mi muovo.
Costruisco un triangolo
e il vertice alto mi attira come una vetta da raggiungere a tutti i costi,
fatico,
sudo,
ma - quando giungo in cima - scopro che non è quello che volevo veramente.
Costruisco un cerchio
e continuo a girare senza meta ritrovandomi sempre al punto di partenza,
mi gira la testa e sono sfinita.
Costruisco una parabola,
aperta,
illimitata,
la percorro,
scivolo, ma trovo l’uscita,
sono libera di scegliere dove andare,
non devo sprecare questa occasione,
mi prenderò il tempo per pensare,
la più grande delle libertà.

venerdì 6 dicembre 2013

Un gatto randagio cerca casa












geometria


Anche se non vogliamo, tutto quello che diciamo o scriviamo rispecchia inevitabilmente parte della nostra realtà che, anche quando non parliamo esplicitamente di noi, traspare, seppure liberata dagli schemi, colorita dalla fantasia, dallo scherzo o addirittura dalla bugia.
Quello che siamo trasuda comunque da ogni nostra manifestazione e, per assurdo, proprio il tentativo di camuffarci dietro ad una maschera spesso evidenzia  i sogni e le paure che cerchiamo di nascondere perfino a noi stessi.
C’è sempre un motivo alla base delle nostre azioni pertanto, anche quando ci sforziamo di essere diversi, in realtà esprimiamo il nostro io.
Così come non possiamo falsificare totalmente il tratto calligrafico di un’altra persona perché è unico come il DNA, così non riusciamo a estrometterci da ciò che scriviamo nemmeno se elaboriamo un testo di pura fantasia.
Personalmente credo che anche lo scherzo sia - più o meno consciamente - un atto liberatorio, un messaggio filtrato e ingentilito dal linguaggio dell’umorismo tramite il quale possiamo dire molta più verità di quanto  oseremmo fare in una normale discussione.
Se la comunicazione verbale e scritta parlano di noi, ancor prima il nostro corpo si esprime inconsapevolmente tramite  gesti ed espressioni.
Insomma, che ci piaccia o no, i messaggi corporei sono più o meno coerenti con le nostre parole contribuendo a realizzare il nostro autoritratto.  
Certo la lettura non è facile e capita di dover interpretare la nostra stessa immagine, ma anche le cose quotidiane, apparentemente banali, trasmettono notizie su di noi.
Ad esempio, cose ne pensate del fatto che non riesco a tirare le righe con il righello, il suo utilizzo non comporta una particolare manualità, ma le righe mi risultano sempre storte, non porto l’orologio e, se lo indosso, non  mantiene l’ora, impazzisce  come la calcolatrice che usavo quando ero una studentessa.
Comunque difficilmente guardo che ore sono, non leggo  nessun tipo d’istruzione, odio consultare gli orari dei mezzi pubblici, ho la repulsione per i bagagli, vorrei viaggiare libera, leggera, ma - in ogni caso - la mia valigia non si chiude mai.
Non memorizzo la pubblicità, non faccio l’elenco della spesa e riempio il carrello così disordinatamente che dopo due prodotti non ci sta più dentro niente,  per cucinare non utilizzo ricettari e non peso gli ingredienti.
Mi piace l’ordine, ma odio le cose troppo schematiche.
Qualcuno è capace di interpretarmi?

I due testi “Geometria” in data odierna e “Sinceramente” in data 23 marzo sembrano essere contradditori. Apparentemente uno confuta l’altro perché “Sinceramente…” parla della difficoltà di essere sinceri; “Geometria” invece dell’impossibilità di falsificarsi totalmente.
In realtà l’uno avvalora la tesi dell’altro evidenziando la complessità dell’uomo e le sue contraddizioni.
La natura umana non conosce bianco o nero, ritengo che sia un errore classificare le azioni, i sentimenti e le manifestazioni umane in genere, con terminologie nette ed estremiste, ma con la mescolanza di pochi colori primari il nostro mondo si arricchisce di un’infinita gamma di  colori e infinite  sfumature si possono produrre con l’integrazione di un piccolo componente che appare insignificante. Indispensabile poi valutare l’influenza della luce attraverso la quale  guardiamo!




giovedì 21 novembre 2013

ELUCUBRAZIONI

Che senso ha ricevere un elogio immeritato? Dentro di noi sappiamo qual’è la verità, a che serve essere apprezzati per una qualità o un merito che non abbiamo?
I complimenti non mi dispiacciono, devo ammetterlo, ma anche le rare volte che mi accorgo di meritarli m’incutono un certo timore. Non tanto perché possono nascondere uno scopo o essere solo una merce di scambio per imbonire o ottenere più attenzioni, ma perché in qualche modo immobilizzano immortalandoti in una particolare condizione, magari unica, rendendola per sempre statica.
Mi spiego meglio, essere fortemente apprezzato per un determinato comportamento o per il possesso di una particolare dote equivale - in alcuni casi - a essere etichettato e condizionato a mantenere a tutti i costi tale merito privandoti in qualche modo della spontaneità necessaria ad esprimerti liberamente.
L’elasticità di pensiero e di movimento è indispensabile per mantenere un equilibrio, per accettare i propri errori e i propri meriti senza farsi condizionare né dagli uni né dagli altri.
Uno di questi errori è proprio non accettare il nostro essere e il nostro divenire a volte contradditorio.
Voglio consentirmi di sbagliare perché, sarà anche un luogo comune, ma è proprio sbagliando che s’impara e se ti pongono in una posizione troppo alta, non trovi lo spazio per crescere, arrivi a un punto in cui sbagliare non è più consentito. Poiché l’errore alla fine è inevitabile, si prova a nasconderlo correndo il rischio di trovarne a tutti i costi la “giustificazione” o ad aggiustarlo non ponendone valido rimedio ma negandolo o canonizzandolo.
Sia al genere umano come quello animale, è necessario un capo che - per acquisirne l’autorità - dovrà necessariamente porsi su di un piedistallo, ma se questa non sarà accompagnata dall’autorevolezza, il sostegno tenderà a sgretolarsi. Essendo il capo, come ogni persona anch’egli fallibile, dovrà accettare la sua fallibilità e contornarsi di persone di fiducia, ma potendo anch’esse cadere in difetto, ritengo che solo chi è sicuro delle proprie capacità ma avrà l’umiltà di mettere in discussione le proprie credenze riuscirà a operare per il bene comune.
Sono certa che questo testo presenti un forte contrasto tra il mio fortissimo desiderio di apprezzamento che mi fa sentire come cucciolo spaurito in cerca di una carezza e la paura di essere incatenata al sentimento di devozione e gratitudine che avverte per il suo padrone.

Sono rispettosa delle regole e ne condivido la necessità, ma non tollero la costrizione, mi piace  muovermi fra le pieghe della vita, con il suo saliscendi, accettando le contraddizioni legate ad emozioni e a sentimenti che non possiamo controllare oppure frutto di una sana evoluzione e di un sincero cambiamento di opinione.
La  perfezione è fallace, l’unica perfezione è l’imperfezione.

mercoledì 13 novembre 2013

ORIZZONTE LETTERARIO CONTEMPORANEO


La scorsa estate ho ricevuto un e-mail da Daniel Dragomirescu, editore di "Contemporary Literary Horizon"/"Orizzonte Letterario Contemporaneo", una rivista interculturale fino a quel momento per me sconosciuta, mi chiedeva molto gentilmente se ero interessata a collaborare fornendo loro una contribuzione di natura letteraria, artistica o culturale.
E’ stata per me una vera sorpresa anche perché non capivo come avesse saputo della mia passione - a volte vera e propria necessità - di esprimere a parole e non solo a parole, i miei pensieri.
Dopo aver chiesto alcune spiegazioni ho saputo che mi ha conosciuto attraverso l’attività del mio blog.
Devo dire che sono stata in un primo momento molto lusingata, ma riflettendoci meglio mi sembrava strano perchè non mi ritenevo all’altezza di tale richiesta.
Ovviamente ho fatto alcune ricerche per accertarmi che si trattasse di una proposta seria e son rimasta meravigliata nello scoprire il valore intrinseco della Rivista multiculturale OLC la quale ha come finalità l’intento di valorizzare una profondità spirituale che puo’ emergere solo da varieta’ di espressioni indipendenti da schemi precostituiti e permette quindi di "liberare" la comunicazione fra le mille sfaccettature della nostra “diversità”.
Autori di tutto il mondo convergono in questa rivista senza alcuna discriminazione ed è questo motivo che mi ha convinto a dare il mio piccolissimo contributo perché  le molteplicità di espressioni sono alla base dell’arricchimento culturale di tutti.
Oggi ho ricevuto – tramite servizio postale - la mia copia della rivista in cui sono pubblicate due mie poesie "DIVERSA DA TE" e "SE FOSSE SERA" che sono state anche tradotte in lingua rumena e ne sono orgogliosa.
Se volete visitare il blog di Daniel Dragomirescu
 http://contemporaryhorizon.blogspot.it/ 

troverete pubblicato un post del 20 ottobre con l’immagine della copertina della rivista bimestrale e l’elenco degli autori, mi troverete nel sommario sotto la voce   ALTRI ORIZZONTI POETICI.



Se volete rileggere "diversa da te" la trovate nel mio post del 3 dicembre 2012
http://cuoredisasso.blogspot.it/2012/12/diversi.html



se fosse sera

Vorrei che fosse sera
per restare con te
nella pace del tuo respiro
coperta dal tuo calore
nel palmo della tua mano













lunedì 28 ottobre 2013

northern saw whet owl (AGATA)


Essere nonna è un’esperienza meravigliosa, ripercorro le tappe della mia maternità, ma con un corredo di esperienze in più che porgo a mia figlia quando lo richiede.
Fra l’altro madre e figlia si assomigliano tantissimo, tanta energia da spendere e pochissima voglia di chiudere gli occhi…
In questo periodo di “assestamento”, trovo comunque un po’ di spazio per dipingere ed ecco il primo gufo che chiamerò AGATA.  Una cosa in comune con lei ce l’ha infatti, non dorme di notte!


questo il sasso che ha colpito la mia attenzione 




foto che mi ha ispirata

ed ecco quello che ne è uscito












martedì 1 ottobre 2013

oggi nonna!

Stamattina finalmente la telefonata: Chiara è in travaglio e avrà il suo bambino!
Nella sala d'attesa prendo carta e penna e per passare il tempo scrivo:

Stai nascendo, non so ancora come sarai fatto, se sarai maschio o femmina, per il momento mi rivolgo a te con il genere maschile, come si fa di solito quando si parla del "bambino".
Mentre nasci vorrei scriverti qualcosa di importante, quelle frasi giuste che quando uno le rilegge pensa: "ma davvero le ho scritte proprio io?", insomma qualcosa di intelligente, ma in testa ho solo soffice ovatta.
Una vita nasce, la natura ha il sopravvento e cerca di ignorare quello che di negativo la circonda, l'amore è sempre più forte del dolore e della paura.
Nasci oggi, io lo sapevo, non dicevo niente, ma lo sapevo. Non voglio dire che sesso hai, ma credo di sapere pure quello, nasci nel giorno in cui è nata la mia mamma.
Tua madre non l'ha mai conosciuta ma porta il suo nome e lo porta benissimo, sembrano gemelle nell'anima, due persone fantastiche.
Il giorno in cui io sono nata, l'11 agosto era il suo onomastico ed è quindi l'onomastico di tua mamma che festeggia il suo compleanno l'11 ottobre.
Tu non potevi che nascere oggi e se sarai femmina ti chiamerai Agata, se sarai maschio Pietro.
Questi i nomi che i tuoi genitori hanno scelto per te, pensandoci e ripensandoci per nove mesi, apprezzali, sarà bello chiamarti, col tuo nome andrai a spasso e crescerai e sarà bellissimo come te.
La tua mamma ad esempio calza il suo nome a pennello, Chiara è limpida, semplice, bella, solare e piena di vita e sarà per te una mamma coi fiocchi e io ho avuto la fortuna di essere qui ad attendere la tua nascita!
Sono qui a parlarti e non sei ancora nato piccolo cucciolo, in attesa di sapere quale fiocco appendere alla mia porta, ne ho uno rosa e uno azzurro, quelli che ho appeso quando è nata tua madre e i tuoi due zii che sono anch'essi ansiosi di conoscerti insieme a tuo nonno che è qui con me.
La tua mamma in questi ultimi giorni ha confezionato per te un grande sole giallo da appendere alla porta della sua casa e avvisare tutti della tua nascita. L'ha confezionato con una grandissima cura, cucendolo a mano e creando anche il tuo nome da appendere sotto con tanti sonaglini che suonano a festa. Ovviamente ha composto entrambi i nomi, perchè solo oggi sapremo come ti chiamerai.
Ha scelto il sole, simbolo di vera gioia, luce, calore, senza il sole non c'è la vita. E' una scelta chiara di speranza e d'amore.
Il tuo papà è vicino a voi ora, respira con la tua mamma ogni momento della tua attesa.
Sei fortunato tesoro, nasci con la camicia, non per ciò che possiederai, ma per l'amore che ti accoglierà fuori dal grembo materno, come una coperta calda ma leggera ti avvolgerà e ti scalderà senza appesantirti e quando sarà il momento ti aiuterà a volare.
Non ti mancherà il ventre della mamma, avrai tante cose da scoprire e fino a che i tuoi occhi non vedranno più chiaro ti accompagneranno le carezze e le dolci voci dei tuoi genitori, le stesse amorevoli voci che ti hanno già letto tante belle storie e ti hanno raccontato il loro amore attraverso le loro emozioni.

Sei nata, ti ho appena vista in braccio al tuo papà, sei bella come il sole, sapevo che saresti stata AGATA, alla mia porta metterò il fiocco rosa, quello di 27 anni fa quando è nata tua madre.

AUGURI alla nuova famiglia che oggi inizia un percorso tutto da scoprire!


Agata in braccio al suo papà, appena nata!